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Un’articolata indagine condotta dalla Squadra Mobile ha portato all’arresto di un giovane di 25 anni, ora ai domiciliari, accusato di una serie di reati che spaziano dalla frode informatica al furto aggravato. L’operazione ha permesso di smascherare un sistema criminale basato sulla clonazione di carte di pagamento e sulla ricettazione.
La truffa del carburante "istituzionale"
L’inchiesta è scattata lo scorso maggio, innescata da una segnalazione dell’ufficio antifrode di una compagnia petrolifera. Erano emersi prelievi anomali effettuati in stazioni di servizio della provincia di Torino tramite una carta carburante assegnata a un veicolo di servizio di un commissariato di Bari. L’utilizzo fraudolento della carta "pubblica" nel capoluogo piemontese ha subito indirizzato gli investigatori verso il venticinquenne.
Il colpo da 245 mila euro
Gli approfondimenti hanno rivelato che il giovane sarebbe coinvolto anche in un ingente furto messo a segno nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2025. In quell’occasione, una profumeria del centro di Torino era stata svaligiata: i ladri erano riusciti a sottrarre prodotti di lusso per un valore di circa 245.000 euro.
Il "kit" del perfetto clonatore
Il cerchio si è stretto definitivamente a novembre, quando durante una perquisizione le forze dell’ordine hanno rinvenuto materiale scottante:
Numerose carte di pagamento clonate.
Dispositivi elettronici artigianali del tipo "skimmer" (utilizzati per carpire i dati delle bande magnetiche).
Attrezzatura varia per la clonazione di supporti magnetici.
Dopo un primo arresto in flagranza avvenuto a novembre, la solidità del quadro accusatorio ha spinto l’Autorità Giudiziaria a emettere l’attuale misura cautelare degli arresti domiciliari. Le indagini proseguono per individuare eventuali complici e verificare l’ampiezza della rete di clonazione gestita dal giovane.